GESTALT IN VERSI – Seconda Uscita

Betti De Stefano Silvestri

 

 

Angela Angelastro è psicoterapeuta e poetessa.

Inizia a leggere e a scrivere poesie sin da giovanissima, fino a non separarsene più anche nel suo lavoro.

La poesia per Angela è compagna sempre presente nella relazione d’aiuto, come bussola e faro dei suoi stati d’animo, come dei suoi pazienti. Grazie ad essa ripone fiducia nella possibilità di farsi condurre dove serve o dove capita.

Attraverso la poesia Angela scopre il suo modo di raccontare e trasformare, grazie alle immagini che subito diventano corpo, sensazioni.

L’atto poetico che Angela condivide con noi, ci conduce tra i diversi ritmi di un tragitto inevitabile, dove il dolore, quando attraversato, diventa voce umile e curativa.

Quando i pensieri rubano il fiato, esperti indomiti delle nostre vulnerabilità, la relazione e solo la relazione, ci riporta in contatto con la strada di casa, dell’unica casa che abita il nostro corpo.

 

Un’altra sete

 

“Si chiama panico

il ronzio di pensieri velenosi

che si è preso il mio fiato. Saliva

di ragno

feroce:

sa dove legarmi,

conosce la strada di fragilità

inattese.

Sottile e violenta

lama

di paura

acceca lo sguardo.

Mi perdo

Mi aggrappo

Mi nascondo

Mi accartoccio

Striscio al buio di lacrime

che non si asciugano

Graffio la terra

Assetata

d’aria

mentre un groviglio

di ombre assale

la mia pancia.

Riconosco le tue mani

soltanto:

pelle contro pelle,

la tua presenza io la sento,

quando non trovo più la mia,

E la tua voce,

quando leggi per me

il libro dei fatti.

Pelle

e

voce

sei l’unica casa

in cui voglio tornare.”

Angela Angelastro

 

Lucrezia Cioffi è psicoterapeuta della Gestalt e danzaterapeuta espressivo-relazionale in formazione. Per Lucrezia lo spazio poetico è la possibilità di incontrare una visione nuova, oltre il vincolo del ‘reale’, che apre la porta ad aspetti di noi stessi taciuti o sopiti, così da prendere forma nello stesso atto del fare poesia. Allo stesso modo la poesia (corpo e parola), nella terapia come nella danza, crea immagini che ci fanno muovere e movimenti che ci fanno immaginare.

L’atto poetico che Lucrezia condivide con noi è mobile, ci accompagna in un movimento che non è possibile trattenere, è libero, colorato, musicale, danzante.

Attraverso le sinestesie, questa poesia ci prende la mano di bimbi, ci invita ad iniziare una danza narrata dove la separazione dalla persona amata diventa incontro in culla al cuore.

Nel cuore, ci sussurra, possiamo rincontrare la danza dell’amore materno, i giochi di bimba che diventa mamma, la voce della richiesta, il desiderio di essere protetti, la scoperta adulta di farsi culla anche quando l’altro non c’è.

 

“In sogno

La porta socchiusa. Oceano di fiori blu.

Blu la notte del viaggio.

Partisti col fiore puntato sul petto

A sinistra del cuore.

Sei volata con indosso una lacrima e la madonna del pozzo a tenerti stretta.

Il grido d’infanzia è stridulo e pieno

Come una vasca di sabbia.

L’amore di mamma è rosso

Sa cantare dolci litanie.

Sotto le coperte cresce, seme nella terra, succede così

Mette radici e sale fino in cima, giocando con le altezze.

Io bambina ascoltavo il canto

Inciampavo nelle tue reliquie.

Borse di perle azzurre e scialli viola a farmi grande e donna.

Mamma torna?

Chiede la bambina mentre fruga nell armadio.

Torna torna, dico io.

Quando?

In sogno. Appena chiudi gli occhi.”

Lucrezia Cioffi

 

Con un’ultima poesia voglio ringraziare le donne che, in questa prima uscita della rubrica “Gestalt in versi”, hanno avuto il coraggio di rompere il ghiaccio e accogliere la nascita della rubrica.

Vi invito pertanto a condividere ancora con noi la vita di questo progetto inviando le vostre poesie abettidestefanosilvestri@gmail.com- vedi modalità di partecipazione-.

A presto!

 

“Se per caso accadesse

sarebbe la differenza più nuda al mondo

Un neo fiero

schivo della chirurgia

Una goccia sulla fronte

da restituire alle fenditure assolate

Una ciglia fuori posto

Un orlo strappato alla perfezione

Se per caso accadesse

sarebbe una scivolata prima della pioggia

una camicia al sole

la tenda timida e incerta

la corrente che sbatte la dimenticanza

Il suono di un bicchiere, uno scontro di coriandoli, un livido senza dolore,

la vita come viene.”

Betti De Stefano Silvestri

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