GESTALT-TERAPIA CON FAMIGLIE: TRANSFORMARE I SOGNI IN REALTÀ

Redazione

di SANDRA SALOMÃO 

Psicóloga, Mestre em Psicologia Social, Gestalt – Terapeuta pelo The Gestalt Training Center of San Diego (USA), especialista em Terapia de Família pelo Núcleo Pesquisas, Terapeuta de família e casal, Professora da PUC/RJ.

Pubblicato sulla rivista “Informazione Psicoterapia Counselling Fenomenologia” n° 1, gennaio – febbraio 2003, pagg. 267-268, ed. IGF. Roma

 

 

 

a)Obbiettivo generale del Workshop:

Prendere contatto con quei progetti affettivi, professionali e altro che restano sogni non realizzati.

Sia a livello personale che familiare, sono prospettive messe a fuoco come figure che sorgono da un fondo transgenerazionale. Sul piano teorico questo si basa su una visione olistica della persona e della famiglia (Zinker, 1979), sulla concezione di figura/fondo (Perls, 1977), di autoregolazione e adattamento creativo (Perls, 1977), di frontiera e funzioni di contatto (Polster, 2001) e sulla necessità di un lavoro sulle emozioni che utilizzi l’azione concreta.

Attraverso le interazioni esperienziali, le persone possono prendere contatto con il nuovo come realtà concreta, andando oltre il limitato effetto del lavoro a livello verbale nella risoluzione di blocchi e difficoltà: così Zinker e Polster presentano il metodo dell’esperimento nella PTG.

Nel’ambiente relativamente sicuro dell Workshop è più facile rendersi conto delle difficoltà nella realizzazione dei sogni: si cerca una risoluzione attraverso l’esperienza concreta del contatto interpersonale, con l’esperimento come forma di espansione della frontiera del contatto (Polster e Polster) dell’individuo. Le tecniche impiegate sono congrue ai progetti personali o familiari, e cercano di connettere la realizzazione dei sogni con la realtà del qui e ora del workshop.

  1. b) Metodologia di lavoro:

Si comincia con una breve esperienza di mobilitazione fisica, poi si procede con una fantasia guidata con musica di sottofondo: l’obbiettivo è quello di rendere possibile una maggiore consapevolezza di progetti, sentimenti e introiezioni in circolo.

Si continua con un lavoro con carta colorata, dove la difficoltà di mettere in pratica i sogni sarà vista in relazione con i sentimenti e la percezione di sé durante il processo stesso.

Nelle tappe successive viene effettuato un lavoro in piccoli gruppi per elaborare e integrare le varie tappe dell’esperienza nel qui e ora del workshop con la vita dei partecipanti.

E’ richiesta dunque la creazione di alternative alla gestione dei propri progetti nel qui e ora dell’incontro, attraverso una riorganizzazione concreta del materiale elaborato. I sentimenti e i valori introiettati sono rivisitati per dare la possibilità alla persona di creare una nuova risposta.. Alla fine i partecipanti condividono l’esperienza e ritornano poi ai sogni, cercando di metterli in relazione con quello che è stato vissuto nel workshop.

Questa tecnica è stata messa a punto con l’obbiettivo  di stimolare il contatto con i desideri, le capacità e i blocchi, attraverso la metafora del sogno: cerchiamo un aumento della consapevolezza nella realizzazione di progetti e in una azione ludica e orientata all’esperienza.

Sogni e progetti si tramandano attraverso le generazioni. I sogni di oggi appoggiano su una base transgenerazionale. L’uso di tecniche non verbali insieme allo scambio di contenuti favoriscono l’uso dell’adattamento creativo e delle risorse positive che le persone possiedono.

Nel cammino delle fantasie guidate si attraversano le tappe del processo evolutivo delle famiglie, con una base di tre generazioni.

Le fasi di questo lavoro sono:

  • identificazione dei sogni e dei blocchi.
  • Recupero dell’esperienza familiare.
  • Ristabilimento della cansapevolezza.
  • Contatto con un materiale concreto di lavoro alla ricerca di una nuova Gestalt.
  • Adattamento creativo- approfondimento della consapevolezza nella realizzazione dell’opera concreta e nella condivisione dell’esperienza.
  • Allargamento della frontiera del contatto
  • Assunzione di finalità e ridefinizione.

 

 

Referências Bibliográficas:

 

Perls F., Hefferline R., Goodman P., Gestalt-Terapia, São Paulo, Summus, 1997

 

Polster E., Polster M.,   Gestalt-Terapia Integrada, São Paulo, Summus, 2001

 

Zinker J., El Proceso Creativo Em La Terapia Guestaltica, Argentina, Paidos, 1979

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